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Omelia Veglia di Pentecoste

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  Carissimi fratelli tanto desiderati e tanto amati. Mia gioia e mia corona!
Viviamo con questa celebrazione il compimento della Pasqua di resurrezione nel dono dello Spirito del Risorto che ci apre alla conoscenza della realtà infinite dell'amore di Dio. Sono trascorsi cinquanta giorni dalla Pasqua, abbiamo vissuto e gustato insieme quello che la liturgia chiama lo "spazio della gioia".
Siamo qui convenuti come assemblea santa, guidati dalla luce "gioiosa" del Signore Risorto. Siamo anzitutto per obbedire all'invito rivoltoci dalla Parola di Dio. La qualità della nostra assemblea sarà vera solo se tutti insieme ad una sola voce e concordi diremo:"Tutti i comandamenti che il Signore ha donato noi li eseguiremo"(Es 24,3).
Siamo qui come popolo libero consacrato a Cristo, secondo la Parola rivolta da Dio a Mosè: "Quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto servirete Dio su questo Monte"(Es 3,12). Adorare il Signore significa allontanarsi dalla schiavitù dell'idolatria per crescere ed esercitarsi nella libertà. Il Signore nostro Dio lo può adorare solo un popolo libero, ed oggi noi insieme rispondiamo con le stesse parole di Cristo al maligno, alla nostre passioni,alle nostre divisioni: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto(Lc 4,8).
Abbiamo ripercorso nella lunga liturgia della Parola, l'itinerario attento e delicato del passaggio di Dio nella storia umana, un passaggio che avrà come culmine l'incarnazione, la passione, la morte, la resurrezione,l'ascensione,la pentecoste.
Siamo qui per celebrare l'eucaristia come fonte autentica di ogni evangelizzazione, per dare nuovo impulso ad ogni nostra opera di bene. potremmo definire l'evangelizzazione come il "respiro della Chiesa". L'eucaristia celebrata e l'apostolato costituiscono due momenti di un'unica celebrazione, quasi due liturgie inseparabili.
La scorsa domenica celebrando il mistero dell'Ascensione, Cristo ha convocato i suoi in Galilea, nel distretto delle nazioni, all'incrocio delle grandi strade, li ha convocati su una montagna dove si può spaziare con la vista, dove spirano i quattro venti, fuori da Gerusalemme circondata dalle sue mura e dicendo loro: Andate e fate discepole tutte le nazioni"(Mt 28,19). La Chiesa in uscita come la chiama Papa Francesco:
Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di “uscita” che Dio vuole provocare nei credenti. Abramo accettò la chiamata a partire verso una terra nuova (cfr Gen 12,1-3). Mosè ascoltò la chiamata di Dio: «Va’, io ti mando» (Es 3,10) e fece uscire il popolo verso la terra promessa (cfr Es 3,17). A Geremia disse: «Andrai da tutti coloro a cui ti manderò» (Ger 1,7). Oggi, in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo. (Evangelii Gaudium n.20).
Ma prima della sua Passione li aveva riuniti entro quattro mura, nella penombra della sera, per un pasto intimo, e aveva detto loro: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me(1Cor 11,24)
Emergono pertanto due comandi, due liturgia una che riunisce i discepoli nel cenacolo che viene chiamata Eucaristia; l'altra che li disperde fino ai confini del mondo che viene chiamata evangelizzazione. Lo Spirito Santo ci fa riscoprire il nesso esistente tra "Eucaristia ed Evangelizzazione"
Evangelizzatori con Spirito
259. Evangelizzatori con Spirito vuol dire evangelizzatori che si aprono senza paura all’ azione dello Spirito Santo. A Pentecoste, lo Spirito fa uscire gli Apostoli da se stessi e li trasforma in annunciatori delle grandezze di Dio, che ciascuno incomincia a comprendere nella propria lingua. Lo Spirito Santo, inoltre, infonde la forza per annunciare la novità del Vangelo con audacia (parresia), a voce alta e in ogni tempo e luogo, anche controcorrente. Invochiamolo oggi, ben fondati sulla preghiera, senza la quale ogni azione corre il rischio di rimanere vuota e l’annuncio alla fine è privo di anima. Gesù vuole evangelizzatori che annuncino la Buona Notizia non solo con le parole, ma soprattutto con una vita trasfigurata dalla presenza di Dio.

Le Parole non esauriscono il Mistero
L'omelia che oggi rivolgo alla vostra carità è dettata da un desiderio e da un debito: quello di riversare nelle vostre pie orecchie un discorso di salvezza, e da esso portare nutrimento alle vostre anime. Questo io voglio per l'amore che vi porto e per come è mio dovere secondo i sacri canoni. Ma non solo: ciò che più devo e amo fare a lode della chiesa è pronunciare la lode delle grandezze della sempre vergine e Madre di Dio. Il desiderio da semplice si fa duplice, e mi solleva, mi esorta e mi sollecita, mentre l'inesorabilità del debito mi fa addirittura violenza; ma la mia parola non è in grado di giungere a ciò che è oltre la parola, così come l'occhio non può guardare intensamente il sole. Se non è dato di esprimere ciò che supera la parola, è possibile tuttavia cantare inni per amore di chi è celebrato, e, se non è in alcun modo possibile toccare quanto è intoccabile e sciogliere il debito con la parola, si può però assolvere l'obbligo di celebrare la Madre di Dio con la potenza degli inni. (Gregorio Palamas)
Vieni, luce vera
Vieni, eterna vita
Vieni, mistero nascosto
Vieni, tesoro ineffabile
Vieni, realtà indicibile
Vieni, persona incomprensibile
Vieni, esultanza perenne
Vieni, verace attesa di quanti saranno salvati
Vieni, il rialzarsi di chi giace
Vieni, risurrezione dei morti
Vieni, o potente, che ogni cosa sempre compi, muti e trasformi con il solo volere
Vieni, invisibile e del tutto intangibile e impalpabile
Vieni, tu che sempre rimani immobile, e ad ogni istante tutto ti muovi e vieni a noi che giacciamo nell'Ade, tu che sei al di sopra di tutti i cieli
Vieni, nome desiderato e celebrato, ma del tutto impossibile a essere detto da parte nostra chi egli sia o a essere conosciuto quale e quanto sia
Vieni, gioia eterna
Vieni, corona immarcescibile
Vieni, porpora del grande Dio e Re nostro
Vieni, cintura cristallina e di pietre preziose
Vieni, calzare inaccessibile
Vieni, vera destra regale purpurea e sovrana
Vieni, tu che ha bramato e brama la mia misera anima
Vieni, solo a chi è solo - poiché io sono solo, come vedi
Vieni, tu che mi hai separato da tutto e mi hai reso solo sulla terra
Vieni, tu che sei divenuto in me desiderio e hai fatto che ti desiderassi, o del tutto inaccessibile
Vieni, mio respiro e mia vita
Vieni, consolazione della mia povera anima
Vieni, gioia e gloria e delizia senza fine.
(S. Simeone il Nuovo Teologo "Inni e Preghiere" - invocazione allo Spirito Santo)



 

 

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