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Parrocchia di Sant'Antonio

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 Il Conventino di San .Francesco d'Assisi, extra moenia, di Peschici era nato da un "locum" (posto di riunione di pochi frati), il quale faceva parte della " Custodia Montis Sancti Angeli " nella quale, secondo quanto afferma Bartolomeo da Pisa nel 1245, erano compresi, oltre a quello di Monte S.Angelo, anche quelli di S.Giovanni R. , Vieste, Rodi G.co, Cagnano V., Ischitella e PESCHICI.

Lo stesso Teologo e storico francescano Luca Wading, conferma quanto sopra e rileva che quello di Pasquitti era il IV° lucum. Fra Tommaso da Celano, primo biografo di San Francesco d'Assisi, nel Trattato dei Miracoli, così parla del conventino di Peschici: un tempo avendo due frati minori intrapreso una non piccola fatica per fabbricare una chiesa in onore di San Francesco nel Paese di Peschici della diocesi di Siponto, e non bastando il necessario per la costruzione, una notte, alzatesi nel sonno per cantare le lodi, cominciarono a sentire tonfi di pietre che cadevano in mucchio. Si esortarono a vicenda a recarsi a vedere, ed uscendo scorsero una grandissima turba di uomini, che a gara radunavano pietre.

Andavano e tornavano tutti in silenzio, tutti avvolti in bianche vesti. La grande congerie di massi raccolti dimostrava che non era inganno della fantasia, anche perché ve n'era fino al compimento della fabbrica. Per di più fu dissipato ogni sospetto che si trattasse di uomini in carne ed ossa, giacchè , fatta diligente ricerca da ogni parte, nessuno si trovò che avesse pensato a tale aiuto (n.60) Per mancanza di scritture parrocchiali , arriviamo ai primi anni del secolo XVII per conoscere notizie certe. Nel 1602 si rileva che il Conventino di San Francesco è effciente e funzionante: "Addì 18 Marzo 1602, io frate Cesare, guardiano di San Francesco di Peschici, ho battezzato Angla (Angela), figlia di Domenico Raguscino di Matuscia (Matescia) et di Anna sua moglie, nata alli 16 del detto. L'ha tenuta alla fonte MJ: Giulio Ceserare Langianese et Elena Vodnizza (Bodenizza) sua moglie. Con un'altra scrittura del 24 marzo 1602 viene confermata l'esistenza del Conventino nella cui chiesa viene battezzato dallo stesso padre fra Cesare " Mattheo figlio di Michele Stipicchio e di Margerita Scelcutovicchio, nato il 21 detto e tenuto alla fonte da Gio: di Bartulo, detto Murlachio, e da Catarina di Mede Veselicichio e di Stana Vegliaci ".

Il Conventino di San Francesco al 1627 era ancora funzionante ed il priore era stato frà Francesco Antonio Ventrella fino al 1637 che battezza il 25 d'ottobbre Lonardo, il figlio di Domenico Draghiccio e Laura Pistioa. Però il 2 agosto 1664, pur essendo rimasto funzionante fino a questa data, nelle scritture si legge " Il Conventino suppresso". Così pure dall'8 giugno 1699 fino al dicembre del 1707, quando in esso viene trovata " una bambina ignota di padre e madre nel Convento suppresso di S.Francesco fuori le mura dell'eremita Biase Rinaldi, battezzata nella Chiesa Madre, tenuta alla fonte dalla ' vammana ' Catarina Bodenizza, dall'Arciprete don Giondè firma con il nome di Antonio Maria". Molto probabilmente il convento viene soppresso nel 1652 con bolla INSTAURANTE di Papa Innocenzo X anche se dagli atti della Visita Pastorale del 1675 del Cardinale Orsini, Arcivescovo di Manfredonia, si apprende che vengono benedette due campane, una delle quali in onore di S.Francesco posta nella chiesa "extra moenia".

A partire dal 1767 la Chiesa è titolata a S.Antonio. (si ipotizza che il Convento e la Chiesa siano stati ricostruiti in seguito al disastroso terremoto del 31 maggio 1646, dai frati Conventuali che la dedicarano appunto a S.Antonio.) " A 22 settembre 1767 il sacerdote Michele Zaffarano ha battezzato una fanciulla esposta nel Convento di S.Antonio, cuius parentes ignorantur ". Con l'editto di Napoleone del 1806, che istituiva i Cimiteri fuori dalle mura delle città, la Chiesa di S.Antonio fu adibita a Cimitero. Fu costruita qualche cappella gentilizia lateralmente; i più venivano tumulati nella fossa comune al centro della Chiesa, in una botola. Questo fino al 1884 quando fu innagurato il nuovo Camposanto " e primo cadavere ivi depostovi fu quello di Raffaela Marino Fu Carmine, vedova di Nicolandrea D'Ambrosio ". (morta il 12/09/1884) (Damiani memorie). Presentandosi la necessità di una nuova parrocchia, dal momento che il paese cresceva sempre più, Monsignor Andrea Casarano , Arcivescovo di Manfredonia e Amministratore perpetuo della Diocesi di Vieste, con bolla datata 1° Gennaio 1952 istituiva la nuova parrocchia sotto il titolo di Sant'Antonio da Padova.

 

 

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